Il dolore, il sogno, la follia. Sono queste le parole chiave che hanno ispirato la costruzione filosofica e musicale dell’opera sonora Isole dimenticate. Il viaggio di Nietzsche ai confini del mondo, un complesso percorso nel pensiero e nella vita di questo grande filosofo, tra realtà e immaginazione, tra visioni e allucinazioni, tra sofferenza e malattia.
Il filo conduttore dell’opera è una reale esperienza vissuta da Nietzsche che, nel marzo del 1882, si reca da Genova a Messina con un mercantile a vela di cui era l’unico passeggero. Aveva convinto il capitano dell’imbarcazione a prenderlo a bordo per andare, come scrive il filosofo citando Omero, ai confini del mondo (πείρατα γαίης).
Il viaggio di Nietzsche che raccontiamo, tuttavia, non è solo uno spostamento nello spazio geografico; è anche un vero e proprio viaggio nel tempo. Nietzsche, idealmente, attraversa quelle terre dove il mito greco, con il suo pantheon e i suoi misteri, si è dispiegato nelle forme più selvagge e ctonie. Vulcani, terremoti, ingressi nell’Ade, mostri come le Sirene o Scilla e Cariddi, hanno abitato queste coste e questi mari fatali. Mari pieni di sentieri, di storie, di cadaveri e di infinite guerre. La musica ne sottolinea l’essenza traducendolo in canti popolari e richiami sonori a mondi arcaici, cullati dalla voce perpetua delle onde del mare.
Produzione: Conservatorio F.A. Bonporti di Trento e Riva del Garda
Direzione: Sebastiano Beozzo
Musiche: Sebastiano Beozzo
Produzione: Orchestra delle Metamorfosi
Direzione: Sebastiano Beozzo
Musiche: Sebastiano Beozzo
Produzione: Arte delle Muse e Orchestra delle Metamorfosi
Direzione: Sebastiano Beozzo
Musiche: Arrangiamenti da vari musical di Sebastiano Beozzo
Produzione: Orchestra delle Metamorfosi e Coro Anzolim
Direzione: Giuseppina Parisi e Sebastiano Beozzo
Musiche: Varie musiche per coro, musiche originali per orchestra e coro di Sebastiano Beozzo
Produzione: Orchestra delle Metamorfosi
Direzione: Sebastiano Beozzo
Produzione: Arte delle Muse e Orchestra delle Metamorfosi
Regia: Maria Pia Molinari e Martina Scalini
Direzione: Sebastiano Beozzo
Testi: Alice Stratta
Coreografie: Giacomo Marcheschi e Alice Stratta
Trucco e Costumi: Luna Andreoli e Katherine Omezzolli
Le anime della città vecchia si articola in un continuo susseguirsi e alternarsi di arrangiamenti dei brani più celebri e significativi di Fabrizio De André e di brevi interventi di Simone Zacchini a commento dei testi ascoltati e come esempi della poetica e del pensiero dell’autore. Le intenzioni e i temi del programma sono riassunti efficacemente proprio nel titolo, che vuole sottolineare uno degli aspetti principali che differenzia Fabrizio De André dal resto del mondo del cantautorato: una forte attitudine alla narrazione e la predilezione per dei personaggi solitamente guardati con sospetto e diffidenza dalla borghesia (gli ubriaconi, le prostitute, i ladri…).
Produzione: Associazione Melting Pop
Direzione: Sebastiano Beozzo