Il dolore, il sogno, la follia. Sono queste le parole chiave che hanno ispirato la costruzione filosofica e musicale dell’opera sonora Isole dimenticate. Il viaggio di Nietzsche ai confini del mondo, un complesso percorso nel pensiero e nella vita di questo grande filosofo, tra realtà e immaginazione, tra visioni e allucinazioni, tra sofferenza e malattia.
Il filo conduttore dell’opera è una reale esperienza vissuta da Nietzsche che, nel marzo del 1882, si reca da Genova a Messina con un mercantile a vela di cui era l’unico passeggero. Aveva convinto il capitano dell’imbarcazione a prenderlo a bordo per andare, come scrive il filosofo citando Omero, ai confini del mondo (πείρατα γαίης).
Il viaggio di Nietzsche che raccontiamo, tuttavia, non è solo uno spostamento nello spazio geografico; è anche un vero e proprio viaggio nel tempo. Nietzsche, idealmente, attraversa quelle terre dove il mito greco, con il suo pantheon e i suoi misteri, si è dispiegato nelle forme più selvagge e ctonie. Vulcani, terremoti, ingressi nell’Ade, mostri come le Sirene o Scilla e Cariddi, hanno abitato queste coste e questi mari fatali. Mari pieni di sentieri, di storie, di cadaveri e di infinite guerre. La musica ne sottolinea l’essenza traducendolo in canti popolari e richiami sonori a mondi arcaici, cullati dalla voce perpetua delle onde del mare.
Produzione: Conservatorio F.A. Bonporti di Trento e Riva del Garda
Direzione: Sebastiano Beozzo
Musiche: Sebastiano Beozzo